mercoledì 3 aprile 2013

Alberto Bertuzzi 1981:" L'identikit per un nuovo Presidente della Repubblica"

Alberto Bertuzzi, il Difensore Civico
1- deve conoscere bene la Costituzione della Repubblica Italiana per sapersi avvalere delle funzioni presidenziali in essa istituite;
2- deve essere dotato di quello stato di grazia che in democrazia è la dignità;
3- deve avere un passato di assoluta indipendenza economica conseguita con il lavoro, avendo dichiarato redditi personali mai contestati dagli uffici;
4- non deve essere iscritto ad un partito;
5- non deve aver mai abusato della retorica conformista di antifascismo e resistenzialismo;
6- non deve aver mai svolto funzioni pubbliche nazionali, regionali o locali;
7- non deve mai aver accettato onorificenze o titoli nobiliari o, avendoli accetati peccando di vanità, deve averli restituiti da oltre un quinquennio;
8- deve essere coniugato, convivente o vedovo e godere di ottima salute;
9- deve parlare la lingua italiana senza accenti dialettali marcati e non deve aver mai dato testimonianza di frustrazione e quindi non deve essere mai stato nè cacciatore, nè tifoso, nè amante del gioco, nè bevitore o fumatore esagerato;
10- può avere dei precedenti penali, purchè non infamanti, ma conseguiti in difesa dei diritti e della dignità dell'uomo, nella salvaguardia dell'ambiente e nella lotta per la moralizzazione della vita pubblica.

mercoledì 6 marzo 2013

L'ippica italiana è in coma irreversibile

Il grandissimo Ribot in allenamento sulla pista di san Siro
nel 195
6
Nella mia lunga carriera lavorativa, circa 30/35 anni fa ho anche fatto per qualche anno l'allenatore di cavalli da corsa al galoppo. Pur essendo uscito dall'ambiente nel 1980 mi è sempre rimasta una grande passione per questo sport che ha saputo dare lustro all'Italia negli anni d'oro con i suoi campioni mondiali a partire da Ribot e Tornese per finire a Varenne. 

Ebbene, pochi sanno che il glorioso ippodromo di San Siro trotto ha chiuso i battenti e circa 2000 lavoratori sono praticamente a spasso senza stipendio dal giugno del 2012. Ciò è accaduto anche in molte altre città e sta accadendo quotidianamente nelle realtà più piccole. Oltre a fornire qualche decina di migliaia di posti di lavoro l'ippica rappresenta una patrimonio agricolo di centinaia di aziende con migliaia di addetti, che occupa una superficie verde di circa 100.000 ettari di territorio. Tutta questa gente non percepisce un'euro da mesi perchè il governo non eroga i 35 milioni di premi vinti che servono a tenere in vita il sistema. Contemporaneamente però crescono le slot machine del 24% l'anno con un videopoker ogni 80 abitanti. Resta solo da sperare nei nuovi deputati del Movimento 5 Stelle affinchè indaghino su dove sono finiti questi soldi, perché non sono stati erogati puntualmente e, se per caso sono stati dati alle società che gestiscono gli ippodromi chiusi, che fine hanno fatto? Rumors dall'ambiente parlano di percorsi poco chiari,i ma ovviamente è tutto da dimostrare.
Cone ultima chicca segnalo la risposta data dall'attuale ministro competente Catania: "Con la grave crisi che attanaglia l'agricoltura, figuriamoci se si finanziano le corse dei cavalli". Ecco cosa succede quando si mettono ai posti di comando degli incompetenti e completamente ignoranti di tutto ciò che esula il loro piccolo cortile personale. 

lunedì 19 novembre 2012

Furti di rame

Oggi l'aeroporto di Fiumicino non può essere raggiunto con l'abituale collegamento ferroviario perchè nella notte vi è stato un furto di cavi di rame che ha mandato in tilt la circolazione su tutta la linea.
La stessa cosa sta succedendo un pò dovunque poichè il rame ha ormai raggiunto sul mercato valori da metallo prezioso ed è diventato molto più facile e meno rischioso rubare il rame che fare una rapina.
Purtroppo questo fenomeno è destinato ad aumentare nel tempo, anche molto rapidamente, lasciando chiaramente intravedere scenari di grande disagio dappertutto.
Bene, e allora che fare? Posto che è impossibile effettuare un controllo su tutte le linee ferroviarie e nei luoghi dove è presente l'oro rosso, mi chiedo perchè non si intervenga sulla tappa successiva che effettua il rame rubato. Visto che di metallo prezioso ormai si tratta perchè il nostro governo tecnico non emana un decreto che equipari l'acquisto del rame a quello dei metalli preziosi, con l'istituzione dello stesso registro di carico che hanno i gioiellieri anche per i rottamatori o per chiunque ne faccia commercio. Non sarebbe risolutivo ma certamente renderebbe più difficile lo sbarazzarsi della refurtiva, almeno in Italia.
Il governo potrebbe, finalmente, dare un segnale di presenza nel risolvere i problemi quotidiani degli italiani e non solo quelli finanziari delle grandi banche. Il decreto potrebbe essere emanato in pochi giorni e reso immediatamente attivo. Anche il passaggio successivo alle camere per la trasformazione in legge dello stao dovrebbe essere altrettanto rapido a meno che, tra i nostri parlamentari, non esista anche una lobby dei ladri di rame!

sabato 2 giugno 2012

Altri tempi

Mi è capitato di leggere su Facebook questa lettera inviata da Mussolini nel 1926 all'Ing. Romeo, proprietario della fabbrica di automobili "Alfa Romeo". Credo che meglio di qualsiasi saggio storico o pseudo storico ci faccia capire quale era lo spirito che animava l'allora Capo del Governo e come tale spirito si sia trasferito agli italiani negli anni immediatamente successivi, trasformando una nazione sottosviluppata, povera e costretta a veder emigrare una gran parte dei suoi cittadini, in una delle prime tre potenze industriali del mondo all'avanguardia in ogni settore della scienza e della tecnologia.


Leggiamo cosa scrisse Prezzolini nel 1934, all'apice della  crisi economica mondiale del '29, dopo un viaggio in Italia, proveniente dagli Stati Uniti:
"Pace in questa Italia, ecco il primo sentimento certo che si prova venendo di fuori e dura per tutto il soggiorno. Le strade non saranno grandi come le Avenues, ma non ci sono mitragliatrici, le lire non saranno molte come i dollari, ma sono sempre lire e lo saranno domani. I ricchi non hanno bisogno di guardie del corpo per salvare i figlioli dal sequestro. I poveri non devono pagare la taglia mensile alla mala vita per esercitare il loro mestiere. Il popolo italiano appare rinnovato. Gode come nessun altro popolo del paesaggio, dei fiori, dei colori dell’aria. I discorsi e i commenti che vi senti, lasciano trasparire un’atmosfera di serenità e di salute. Il popolo italiano ha un aspetto più forte, più dignitoso, più serio, più curato, meglio vestito di un tempo, è ossequiente alle leggi e ai regolamenti, è istruito nella generalità. Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare senza dubbio più contento."

lunedì 7 maggio 2012

I nomi dei 94 senatori che hanno votato contro i tagli alle pensioni d'oro

Riporto integralmente l'articolo apparso su "il post viola" perchè penso che tutti coloro che lo leggono dovrebbero divulgarlo tra tutti i loro amici e conoscenti. Scorrete la lista dei nomi e rabbrividite! Quanti sepolcri imbiancati che vediamo in tv da Vespa e che sproloquiano contro gli sprechi e gli stipendi d'oro.
Alcuni nomi a caso tra i 94: Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri,Pietro Ichino, Enzo Bianco, Marco Follini, Maria Pia Garavaglia, Franco Marini, Roberta Pinotti, Achille Serra, Tiziano Treu, Luigi Zanda, Ignazio Marino,  Antonino Strano. Complimenti vivissimi!!!!!

domenica 8 aprile 2012

La favola degli evasori causa di tutti i mali

 Qualche giorno fa ho pubblicato questo post su Facebook: "Da quando si è installato il governo Monti sta circolando sui giornali, in TV, sul web una nuova favola: quella che tutti i nostri mali dipendono dall'evasione e che "se tutti avessero sempre pagato le tasse oggi non saremmo ridotti così". Gli ultimi avvenimenti, come se non bastassero i precedenti e quanto quotidianamente denunciato da Striscia per esempio, ci dimostrano invece che, se tutti avessero pagato le tasse, le ruberie e gli sprechi sarebbero aumentati in maniera assolutamente proporzionale alle maggiori disponibilità dello Stato e dei suoi degni servitori. L'unica differenza sarebbe stata quella che la ricchezza evasa, anzicchè distribuirsi democraticamente tra tutti gli evasori e da questi rientrare nel circolo produttivo nazionale, sarebbe finita nelle tasche dei soliti pochi noti."


Con grande soddisfazione ho potuto leggere sul Corriere della Sera di ieri l'articolo di Piero Ostellino che, ovviamente con ben altra autorità e capacità, sviluppa da par suo le mie stesse considerazioni iniziali. Dice Ostellino "Con la spettacolarizzazione della caccia all'evasore- spacciato come responsabile della pressione fiscale di cui sarebbe vittima l'onesto contribuente-si è trasformata l'evasione da "fenomeno sociologico" a "fatto morale", dirottando l'attenzione dei cittadini dalle tasse che essi pagano a quelle che gli evasori non pagano. Lo slogan truffaldino della campagna è "pagare tutti per pagare meno". Dice ancora in chiusura del suo pezzo "Spiace constatare che l'imbroglio sia nato con il governo Monti. Ma l'aumento della pressione fiscale e la spettacolarizzazione della lotta all'evasione sono una coincidenza troppo forte per non suscitare il sospetto che l'una sia funzionale alla legittimazione dell'altra. Lo attribuirei, inoltre, all'ignoranza della correlazione fra meccanismi psicologici e movimenti politici che è all'origine dei regimi autoritari e totalitari. La politica è cosa più seria di quanto piace ora immaginare e non ci si improvvisa uomini di Stato. Il governo - col suo accademico distacco dalla gente comune - e i suoi consulenti fiscali, col loro messianesimo salvifico, sono gli apprendisti stregoni che hanno generato un mostro: il "fascismo di popolo". Che, una volta diventato politico, divorerà anche loro". Potremmo anche prendere questo presagio di Ostellino come un auspicio.

martedì 24 gennaio 2012

Gli evasori ringraziano il governo Monti!

A riprova che le leggi vengono sempre fatte "ex catedra", con la presunzione di sapere, e mai da chi conosce dal di dentro lo stato delle cose che si vogliono cambiare, la limitazione dell'uso del denaro contante a 1000 euro rappresenta il più macroscopico errore di valutazione per l'obiettivo che si intendeva perseguire.
E' stato detto che questo era il modo più efficace per combattere l'evasione fiscale mentre si è invece creato un "mostro" che la farà crescere a dismisura nei prossimi anni.
Nei rapporti industriali e commerciali tra aziende già da molto tempo l'uso del contante si era ridotto al minimo o era scomparso del tutto, quindi questo provvedimento è ragionevolmente rivolto solo verso i rapporti tra i privati cittadini e le categorie che con essi possono interagire ( professionisti, piccoli commercianti, artigiani, ecc.. ) che evidentemente, per i nostri legislatori, sono il vero nemico da colpire e punire. Bene, come tutti coloro che si sentono attaccati, anche questi "nemici dello stato" cercheranno di difendersi con ogni mezzo e il principale sarà quello di creare una "circolazione parallela" di contante al di fuori della rete bancaria e quindi non tracciabile e, soprattutto, non imponibile fiscalmente.