mercoledì 6 marzo 2013

L'ippica italiana è in coma irreversibile

Il grandissimo Ribot in allenamento sulla pista di san Siro
nel 195
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Nella mia lunga carriera lavorativa, circa 30/35 anni fa ho anche fatto per qualche anno l'allenatore di cavalli da corsa al galoppo. Pur essendo uscito dall'ambiente nel 1980 mi è sempre rimasta una grande passione per questo sport che ha saputo dare lustro all'Italia negli anni d'oro con i suoi campioni mondiali a partire da Ribot e Tornese per finire a Varenne. 

Ebbene, pochi sanno che il glorioso ippodromo di San Siro trotto ha chiuso i battenti e circa 2000 lavoratori sono praticamente a spasso senza stipendio dal giugno del 2012. Ciò è accaduto anche in molte altre città e sta accadendo quotidianamente nelle realtà più piccole. Oltre a fornire qualche decina di migliaia di posti di lavoro l'ippica rappresenta una patrimonio agricolo di centinaia di aziende con migliaia di addetti, che occupa una superficie verde di circa 100.000 ettari di territorio. Tutta questa gente non percepisce un'euro da mesi perchè il governo non eroga i 35 milioni di premi vinti che servono a tenere in vita il sistema. Contemporaneamente però crescono le slot machine del 24% l'anno con un videopoker ogni 80 abitanti. Resta solo da sperare nei nuovi deputati del Movimento 5 Stelle affinchè indaghino su dove sono finiti questi soldi, perché non sono stati erogati puntualmente e, se per caso sono stati dati alle società che gestiscono gli ippodromi chiusi, che fine hanno fatto? Rumors dall'ambiente parlano di percorsi poco chiari,i ma ovviamente è tutto da dimostrare.
Cone ultima chicca segnalo la risposta data dall'attuale ministro competente Catania: "Con la grave crisi che attanaglia l'agricoltura, figuriamoci se si finanziano le corse dei cavalli". Ecco cosa succede quando si mettono ai posti di comando degli incompetenti e completamente ignoranti di tutto ciò che esula il loro piccolo cortile personale. 

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