mercoledì 15 maggio 2019

Gli stipendi dei dipendenti pubblici

Penso che sarebbe cosa buona e giusta che ai dipendenti pubblici fosse dato lo stipendio netto senza nessuna trattenuta e nessun obbligo di dichiarazione dei redditi. Eviteremmo così quella pantomima che consente loro di affermare che "loro pagano le tasse" quando invece, in pratica, restituiscono semplicemente una quota virtuale di quanto figura con lo stipendio lordo al loro datore di lavoro: lo Stato.
E' come se le trattenute effettuate a un lavoratore di una industria privata venissero restituite al suo datore di lavoro. Invece queste trattenute servono proprio a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici.

La realtà è che dipendenti pubblici non pagano le tasse perchè sono stipendiati con le tasse che pagano tutti coloro che non sono dipendenti pubblici. Ecco perchè la prima volta che sentirò un dipendente pubblico lamentarsi di dover pagare le tasse mentre le partite iva, i commercianti, gli artigiani ecc le evadono, andrò finalmente in armeria a comprare una Glock.
(Un grazie speciale all'amico Mauro Gargaglione per avermi aperto gli occhi).

ps: avremmo anche una situazione molto più chiara e precisa di quelli che sono i reali costi della P.A.

martedì 14 maggio 2019

In Italia tutti i capi di governo vorrebbero evidentemente diventare dittatori assoluti. Da Berlusconi a Renzi, a Prodi a D'Alema a Savini a Di Maio etc etc.
Non può essere che così, visto che i motivi coi quali invariabilmente giustificano la loro incapacità, praticamente totale, di realizzare una promessa di programma che sia una, viene regolarmente addossata agli alleati e alle cospirazioni di lobby e poteri nell'ombra. Ah, se fossi un uomo solo al comando!
In realtà fanno esattamente quello per cui ambiscono ad andare al governo. Confiscare sempre più soldi ai produttori di ricchezza cioè imprese, privati, professionisti e partite IVA.
E che ci fanno con quei soldi? Tengono in piedi la baracca del consenso fino alle prossime elezioni. Questo e solo questo è il massimo del lungo termine per loro. E che non ti venga in mente di appendere uno striscione con scritto - Governo ladro -.
Chiunque vota, qualunque partito voti, è parte integrante di questo gioco. Può continuare a farlo per tradizione, per stupidità, per fede, per convenienza, per attaccamento ai valori democratici che un tempo magari avevano un senso.
Il Re è nudo cazzo! Mi sentite, il Re è nudo !!!
Ma neanche vedere le nuove generazioni macellate dal debito pubblico vi smuove? Neanche vedere giovani schiavi costretti a paghe da fame per garantirvi l'assegno pensionistico che riscuotete da trent'anni vi fa pensare?
Anche quelli che si supporrebbe abbiano qualche neurone e un po' di buon senso, trovano motivazioni assurde per incolpare gli astensionisti, quota storicamente minoritaria, dei mali di questo sistema ormai putrefatto e dichiaratamente in guerra contro i cittadini.
Il dovere non è votare, il dovere è capire che, tra non molto, i nostri figli saranno al capolinea. E la colpa è nostra.

mercoledì 3 aprile 2013

Alberto Bertuzzi 1981:" L'identikit per un nuovo Presidente della Repubblica"

Alberto Bertuzzi, il Difensore Civico
1- deve conoscere bene la Costituzione della Repubblica Italiana per sapersi avvalere delle funzioni presidenziali in essa istituite;
2- deve essere dotato di quello stato di grazia che in democrazia è la dignità;
3- deve avere un passato di assoluta indipendenza economica conseguita con il lavoro, avendo dichiarato redditi personali mai contestati dagli uffici;
4- non deve essere iscritto ad un partito;
5- non deve aver mai abusato della retorica conformista di antifascismo e resistenzialismo;
6- non deve aver mai svolto funzioni pubbliche nazionali, regionali o locali;
7- non deve mai aver accettato onorificenze o titoli nobiliari o, avendoli accetati peccando di vanità, deve averli restituiti da oltre un quinquennio;
8- deve essere coniugato, convivente o vedovo e godere di ottima salute;
9- deve parlare la lingua italiana senza accenti dialettali marcati e non deve aver mai dato testimonianza di frustrazione e quindi non deve essere mai stato nè cacciatore, nè tifoso, nè amante del gioco, nè bevitore o fumatore esagerato;
10- può avere dei precedenti penali, purchè non infamanti, ma conseguiti in difesa dei diritti e della dignità dell'uomo, nella salvaguardia dell'ambiente e nella lotta per la moralizzazione della vita pubblica.

mercoledì 6 marzo 2013

L'ippica italiana è in coma irreversibile

Il grandissimo Ribot in allenamento sulla pista di san Siro
nel 195
6
Nella mia lunga carriera lavorativa, circa 30/35 anni fa ho anche fatto per qualche anno l'allenatore di cavalli da corsa al galoppo. Pur essendo uscito dall'ambiente nel 1980 mi è sempre rimasta una grande passione per questo sport che ha saputo dare lustro all'Italia negli anni d'oro con i suoi campioni mondiali a partire da Ribot e Tornese per finire a Varenne. 

Ebbene, pochi sanno che il glorioso ippodromo di San Siro trotto ha chiuso i battenti e circa 2000 lavoratori sono praticamente a spasso senza stipendio dal giugno del 2012. Ciò è accaduto anche in molte altre città e sta accadendo quotidianamente nelle realtà più piccole. Oltre a fornire qualche decina di migliaia di posti di lavoro l'ippica rappresenta una patrimonio agricolo di centinaia di aziende con migliaia di addetti, che occupa una superficie verde di circa 100.000 ettari di territorio. Tutta questa gente non percepisce un'euro da mesi perchè il governo non eroga i 35 milioni di premi vinti che servono a tenere in vita il sistema. Contemporaneamente però crescono le slot machine del 24% l'anno con un videopoker ogni 80 abitanti. Resta solo da sperare nei nuovi deputati del Movimento 5 Stelle affinchè indaghino su dove sono finiti questi soldi, perché non sono stati erogati puntualmente e, se per caso sono stati dati alle società che gestiscono gli ippodromi chiusi, che fine hanno fatto? Rumors dall'ambiente parlano di percorsi poco chiari,i ma ovviamente è tutto da dimostrare.
Cone ultima chicca segnalo la risposta data dall'attuale ministro competente Catania: "Con la grave crisi che attanaglia l'agricoltura, figuriamoci se si finanziano le corse dei cavalli". Ecco cosa succede quando si mettono ai posti di comando degli incompetenti e completamente ignoranti di tutto ciò che esula il loro piccolo cortile personale. 

lunedì 19 novembre 2012

Furti di rame

Oggi l'aeroporto di Fiumicino non può essere raggiunto con l'abituale collegamento ferroviario perchè nella notte vi è stato un furto di cavi di rame che ha mandato in tilt la circolazione su tutta la linea.
La stessa cosa sta succedendo un pò dovunque poichè il rame ha ormai raggiunto sul mercato valori da metallo prezioso ed è diventato molto più facile e meno rischioso rubare il rame che fare una rapina.
Purtroppo questo fenomeno è destinato ad aumentare nel tempo, anche molto rapidamente, lasciando chiaramente intravedere scenari di grande disagio dappertutto.
Bene, e allora che fare? Posto che è impossibile effettuare un controllo su tutte le linee ferroviarie e nei luoghi dove è presente l'oro rosso, mi chiedo perchè non si intervenga sulla tappa successiva che effettua il rame rubato. Visto che di metallo prezioso ormai si tratta perchè il nostro governo tecnico non emana un decreto che equipari l'acquisto del rame a quello dei metalli preziosi, con l'istituzione dello stesso registro di carico che hanno i gioiellieri anche per i rottamatori o per chiunque ne faccia commercio. Non sarebbe risolutivo ma certamente renderebbe più difficile lo sbarazzarsi della refurtiva, almeno in Italia.
Il governo potrebbe, finalmente, dare un segnale di presenza nel risolvere i problemi quotidiani degli italiani e non solo quelli finanziari delle grandi banche. Il decreto potrebbe essere emanato in pochi giorni e reso immediatamente attivo. Anche il passaggio successivo alle camere per la trasformazione in legge dello stao dovrebbe essere altrettanto rapido a meno che, tra i nostri parlamentari, non esista anche una lobby dei ladri di rame!

sabato 2 giugno 2012

Altri tempi

Mi è capitato di leggere su Facebook questa lettera inviata da Mussolini nel 1926 all'Ing. Romeo, proprietario della fabbrica di automobili "Alfa Romeo". Credo che meglio di qualsiasi saggio storico o pseudo storico ci faccia capire quale era lo spirito che animava l'allora Capo del Governo e come tale spirito si sia trasferito agli italiani negli anni immediatamente successivi, trasformando una nazione sottosviluppata, povera e costretta a veder emigrare una gran parte dei suoi cittadini, in una delle prime tre potenze industriali del mondo all'avanguardia in ogni settore della scienza e della tecnologia.


Leggiamo cosa scrisse Prezzolini nel 1934, all'apice della  crisi economica mondiale del '29, dopo un viaggio in Italia, proveniente dagli Stati Uniti:
"Pace in questa Italia, ecco il primo sentimento certo che si prova venendo di fuori e dura per tutto il soggiorno. Le strade non saranno grandi come le Avenues, ma non ci sono mitragliatrici, le lire non saranno molte come i dollari, ma sono sempre lire e lo saranno domani. I ricchi non hanno bisogno di guardie del corpo per salvare i figlioli dal sequestro. I poveri non devono pagare la taglia mensile alla mala vita per esercitare il loro mestiere. Il popolo italiano appare rinnovato. Gode come nessun altro popolo del paesaggio, dei fiori, dei colori dell’aria. I discorsi e i commenti che vi senti, lasciano trasparire un’atmosfera di serenità e di salute. Il popolo italiano ha un aspetto più forte, più dignitoso, più serio, più curato, meglio vestito di un tempo, è ossequiente alle leggi e ai regolamenti, è istruito nella generalità. Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare senza dubbio più contento."

lunedì 7 maggio 2012

I nomi dei 94 senatori che hanno votato contro i tagli alle pensioni d'oro

Riporto integralmente l'articolo apparso su "il post viola" perchè penso che tutti coloro che lo leggono dovrebbero divulgarlo tra tutti i loro amici e conoscenti. Scorrete la lista dei nomi e rabbrividite! Quanti sepolcri imbiancati che vediamo in tv da Vespa e che sproloquiano contro gli sprechi e gli stipendi d'oro.
Alcuni nomi a caso tra i 94: Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri,Pietro Ichino, Enzo Bianco, Marco Follini, Maria Pia Garavaglia, Franco Marini, Roberta Pinotti, Achille Serra, Tiziano Treu, Luigi Zanda, Ignazio Marino,  Antonino Strano. Complimenti vivissimi!!!!!

domenica 8 aprile 2012

La favola degli evasori causa di tutti i mali

 Qualche giorno fa ho pubblicato questo post su Facebook: "Da quando si è installato il governo Monti sta circolando sui giornali, in TV, sul web una nuova favola: quella che tutti i nostri mali dipendono dall'evasione e che "se tutti avessero sempre pagato le tasse oggi non saremmo ridotti così". Gli ultimi avvenimenti, come se non bastassero i precedenti e quanto quotidianamente denunciato da Striscia per esempio, ci dimostrano invece che, se tutti avessero pagato le tasse, le ruberie e gli sprechi sarebbero aumentati in maniera assolutamente proporzionale alle maggiori disponibilità dello Stato e dei suoi degni servitori. L'unica differenza sarebbe stata quella che la ricchezza evasa, anzicchè distribuirsi democraticamente tra tutti gli evasori e da questi rientrare nel circolo produttivo nazionale, sarebbe finita nelle tasche dei soliti pochi noti."


Con grande soddisfazione ho potuto leggere sul Corriere della Sera di ieri l'articolo di Piero Ostellino che, ovviamente con ben altra autorità e capacità, sviluppa da par suo le mie stesse considerazioni iniziali. Dice Ostellino "Con la spettacolarizzazione della caccia all'evasore- spacciato come responsabile della pressione fiscale di cui sarebbe vittima l'onesto contribuente-si è trasformata l'evasione da "fenomeno sociologico" a "fatto morale", dirottando l'attenzione dei cittadini dalle tasse che essi pagano a quelle che gli evasori non pagano. Lo slogan truffaldino della campagna è "pagare tutti per pagare meno". Dice ancora in chiusura del suo pezzo "Spiace constatare che l'imbroglio sia nato con il governo Monti. Ma l'aumento della pressione fiscale e la spettacolarizzazione della lotta all'evasione sono una coincidenza troppo forte per non suscitare il sospetto che l'una sia funzionale alla legittimazione dell'altra. Lo attribuirei, inoltre, all'ignoranza della correlazione fra meccanismi psicologici e movimenti politici che è all'origine dei regimi autoritari e totalitari. La politica è cosa più seria di quanto piace ora immaginare e non ci si improvvisa uomini di Stato. Il governo - col suo accademico distacco dalla gente comune - e i suoi consulenti fiscali, col loro messianesimo salvifico, sono gli apprendisti stregoni che hanno generato un mostro: il "fascismo di popolo". Che, una volta diventato politico, divorerà anche loro". Potremmo anche prendere questo presagio di Ostellino come un auspicio.

martedì 24 gennaio 2012

Gli evasori ringraziano il governo Monti!

A riprova che le leggi vengono sempre fatte "ex catedra", con la presunzione di sapere, e mai da chi conosce dal di dentro lo stato delle cose che si vogliono cambiare, la limitazione dell'uso del denaro contante a 1000 euro rappresenta il più macroscopico errore di valutazione per l'obiettivo che si intendeva perseguire.
E' stato detto che questo era il modo più efficace per combattere l'evasione fiscale mentre si è invece creato un "mostro" che la farà crescere a dismisura nei prossimi anni.
Nei rapporti industriali e commerciali tra aziende già da molto tempo l'uso del contante si era ridotto al minimo o era scomparso del tutto, quindi questo provvedimento è ragionevolmente rivolto solo verso i rapporti tra i privati cittadini e le categorie che con essi possono interagire ( professionisti, piccoli commercianti, artigiani, ecc.. ) che evidentemente, per i nostri legislatori, sono il vero nemico da colpire e punire. Bene, come tutti coloro che si sentono attaccati, anche questi "nemici dello stato" cercheranno di difendersi con ogni mezzo e il principale sarà quello di creare una "circolazione parallela" di contante al di fuori della rete bancaria e quindi non tracciabile e, soprattutto, non imponibile fiscalmente.

giovedì 5 gennaio 2012

L'ultimo liberale

Bellissimo l'articolo di Piero Ostellino sul Corsera di ieri dal titolo " Uno stato troppo controllore soffoca i principi liberali". Difficile dare torto a Ostellino quando dice che "le transazioni intersoggettive non sono vincolate ad alcuna giustificazione metagiuridica e/o morale" e che da noi la strada sulla quale si sono avviati gli ultimi governi Berluscono-Tremonti e Monti è invece quella di pretendere di sapere che cosa fa il cittadino dei propri soldi. Ma per saperlo:
1) hanno tolto, di fatto, dalla circolazione la carta-moneta, che pure lo Stato continua a stampare;
2) hanno equiparato i risparmiatori a criminali;
3) hanno violato un principio di civiltà che ha le sue radici nella tradizione dello Stato moderno;
4) attraverso il controllo dell'uso del denaro, hanno imposto agli individui una gerarchia di fini;
Dice Ostellino " prima di diventare un paese di socialismo reale, l'Italia annega nel ridicolo. Una signora che, per ritirare  poche migliaia di euro dal suo conto corrente, ha dovuto compilare un modulo, nel quale

giovedì 29 dicembre 2011

Pirata della strada travolge famiglia

Un semplice trafiletto sul Corsera dell'11 dicembre scorso: ecco come viene trattata dalla grande stampa una tragedia di enormi proporzioni che ha cancellato la vita di numerose famiglie e cambiato quella dei tanti amici e parenti prossimi! E' incredibile come il ripetersi di queste azioni criminali da parte di delinquenti che andrebbero puniti almeno alla stregua dei comuni assassini, non suscitino alcuna feroce reazione nell'opinione pubblica!
E' proprio vero che ormai siamo tutti assuefatti al peggio e disposti ad accettare qualsiasi suppruso ed ingiustizia.
Cosa aspettano i nostri governanti a varare una legge che equipari la patente al porto d'armi perchè questa è la realtà dei fatti: chi guida un'auto o peggio un camion, in condizioni alterate da alcool o droga, è un potenziale assassino così come colui che si mette a sparare sulla folla da una finestra. L'unica differenza è che il primo se la cava senza danni mentre il secondo finisce in carcere o in un manicomio criminale.

venerdì 23 dicembre 2011

Argentina tango lessons: Europe’s turn for financial danse macabre?

Exactly ten years ago Argentina suffered a full-scale financial and governmental collapse. That was the end-result of over a decade of doing exactly what the IMF, international bankers, rating agencies and global “experts” told us to do.
Then President Fernando de la Rúa kept applying all IMF recipes to the very last minute, making us swallow their poisonous “remedies”.
(Proteste contro il corralito 2002)
It all began getting really ugly in early 2001 when De la Rúa could no longer service Argentina’s “sovereign debt” even after driving the country into full “deficit zero” mode, slashing public spending, jobs, health, education and key public services.
By March 2011, he had brought back Domingo Cavallo as finance minister, a post Cavallo had already held for six years in the nineties under then-President Carlos Menem, imposing outrageous IMF deregulation and privatization policies that weakened the state and led straight to the 2001 collapse.
Well, it wasn’t really De la Rúa who brought back Cavallo but rather David Rockefeller (JPMorgan Chase) and William Rhodes (CitiCorp), who personally came to Buenos Aires to tell/order President De la Rúa to name Cavallo… or else!
So, by June 2001, Cavallo – a Trilateral Commission member and Soros-Rockefeller-Rhodes protégé – tried to allay a default by engineering a new sovereign debt bond mega-swap which increased public debt by $51 billion, but did not avert total collapse that December.
What then? De la Rúa and Cavallo protected the bankers, avoiding a massive run on all banks by freezing all bank deposits. “Corralito” they called it – “the crib” – whereby account holders could only withdraw 250 pesos per week (at the time, equivalent to $250; after the 2002 devaluation, equal to $75).

mercoledì 30 novembre 2011

Le capacità dell' "italiano medio"

Facendo una ricerca storica su Internet sono incappato nella storia della Cattedrale di Asmara. La prima residenza missionaria organizzata ad Asmara fu un piccolo tucul ed una chiesetta dedicata a San Marco, realizzata dai Padri Cappuccini nel 1895. Questa chiesetta fu demolita nel 1922 quando iniziarono i lavori di costruzione dell'attuale cattedrale, su progetto dell'architetto Scanavini in stile romanico-lombardo. I lavori di costruzione terminarono un anno dopo e il 14 ottobre 1923, Mons. Carrara consacrò la cattedrale alla Madonna del Rosario. La cattedrale misura 40 metri x 27.
Nel 1936 il governo italiano decise la costruzione di una rete stradale in stile europeo nel Corno d'Africa, dato che le 
“ Strade Imperiali “, vantate dagli etiopici erano solo  delle  piste, impraticabili nella stagione delle piogge e totalmente inadatte al transito di vetture e tanto meno di camion.
Pochi mesi dopo vennero appaltati 14 tronchi di strade per un totale di 1670 km e le ditte coinvolte da tre erano diventate 13. le organizzazioni impegnate fecero un vero e proprio miracolo riuscendo ad impiantare in Africa i cantieri, a reclutare la manodopera e a dare  inizio ai lavori. Non erano passati sette mesi che la grande macchina creata per costruire le strade era già in funzione malgrado i grandi disagi causati dalle condizioni climatiche in quanto la stagione delle piogge non poté essere evitata. Dall'Italia arrivarono 30.000 operai italiani che erano il caposaldo di tutte le maestranze, mentre personale assunto in loco era adibito a lavori di manovalanza. Non erano passati 12 mesi dall'inizio dei lavori che furono festeggiati i primi 2000 km di strade costruite dall'Italia in Africa Orientale: un risultato eccellente  che suscitò meraviglia nella stampa mondiale. 

lunedì 28 novembre 2011

Inquinamento a Milano

Incominciamo col dire che non esiste cittadino milanese, italiano o europeo che preferisca vivere in un ambiente inquinato piuttosto che in uno sano e pulito. Detto questo, le polveri sottili non sono quindi né di destra né di sinistra anche se quest'ultimo schieramento ama vestirsi di verde ed autorefenziarsi con la solita demagogia falso ambientalista. Il primo intento, poi miseramente fallito, della giunta Pisapia era quello di proibire l'ingresso nel centro cittadino a tutte le auto fino ad Euro 3, cioè quelle vicine ai 10 anni se non più vecchie. Ma certo! Perchè sono le più inquinanti e se fermiamo loro abbiamo risolto una buona parte del problema.

mercoledì 16 novembre 2011

Il panfilo "Britannia" a Civitavecchia nel 1992

Facendo una ricerca su Google mi sono imbattuto sulla storia del "Panfilo Britannia" che non conoscevo e che penso pochi oggi ricordino. Premetto che ho capito trattarsi di una storia discussa tra "complottisti" e "negazionisti" (un pò come quella dei dischi volanti ), ma con dei risvolti che meritano un approfondimento alla luce di quanto oggi sta accadendo in Italia. Incomincio a raccontarvi la versione complottistica, sperando che qualcuno di voi mi aiuti a fare più chiarezza possibile.
Il panfilo reale inglese "Britannia", attraccato al molo
di Civitavecchia il 2 giugno 1992

"L’anno 1992 fu davvero un anno cruciale per il destino del nostro paese, tant’è vero che quando Amato divenne presidente del Consiglio qualche giorno dopo l’incontro sul panfilo, con il decreto 333 dell’11 luglio trasformò in SpA le aziende di Stato IRI, ENI, INA ed ENEL e mise in liquidazione l’Egam. In quell’anno, quando Amato dovette far fronte alla speculazione contro la Lira di Soros, utilizzò 48 milioni di dollari delle riserve della Banca d’Italia, dopo avere operato un prelievo forzoso dell’8 per mille dai conti correnti degli italiani. Sempre in quell’anno mise in liquidazione l’Efim, le cui controllate passarono all’IRI e trasformò le FS in SpA. Sempre nel 1992 Draghi, Direttore del Tesoro preparò la Legge Draghi che entrerà in vigore nel 1998 con il governo Prodi e si predispose una legge per permettere la trattativa privata nella cessione dei beni pubblici qualora fosse in gioco “l’interesse nazionale”…. 
Prodi, che dal 1990 al 1993 fu consulente della Unilever e della Goldman Sachs, quando nel maggio del 1993 ritornò a capo dell’IRI riuscì a svendere la Cirio Bertolli alla Unilever al quarto del suo prezzo e a collocare le azioni che le tre banche pubbliche, BNL (diventanta della BNP Paribas), Credito italiano e Comit detenevano in Banca d’Italia, privatizzando il 95% della stessa. Indovinate chi scelse come "Advisor"?
Uomini della Goldman, nel senso che vi hanno lavorato sono, oltre a Costamagna e Prodi, Monti (catapultato alla carica di Commissario), Letta, Tononi e naturalmente Draghi. Sicuramente ce ne sono altri; molti nostri uomini politici se non lavorano per la Goldman, lavorano per l'FMI, come Padoa Schioppa, presidente della BEI, Banca europea per gli Investimenti.

Queste sono informazioni che dovrebbero essere spiegate in lungo e in largo dalla stampa, e sicuramente superate dagli avvenimenti - tranne articoletto del Corriere sopra - e invece sono state, e lo sono tutt'ora, accuratamente occultate al grande pubblico, anche se per quelli che gli altri si divertono a chiamare complottisti, per denigrarne le parole, è storia arcinota."

Fonte: Nicoletta Forcheri

venerdì 11 novembre 2011

E adesso cosa facciamo?

Questa è la frase che ben riassume le facce dei principali esponenti dell'opposizione. Berlusconi annuncia le dimissioni ed improvvisamente tutti i suoi oppositori se ne sentono orfani. Avendo trascorso tre anni e mezzo a parlare solo di e contro Berlusconi, senza aver prodotto un minimo di progetto altermativo, adesso che il loro "nemico" si ritira non sanno più cosa fare. Si stanno scannando tra di loro in previsione di future elezioni senza chiedersi perchè noi, i delusi da Berlusconi, dovremmo votarli.
Siamo ormai alle comiche finali e poi ci lamentiamo se l'Europa di fatto ci sta commissariando. Meno male, vista l'assoluta incapacità della nostra classe politica di creare qualcosa di nuovo. Qualcuno si è risentito perchè la Merkel e Sarkosì hanno fatto un risolino alla domanda se l'Italia fosse credibile. Ma dovevano scoppiare a ridere a crepapelle, altro che risolino!
Come disse Mussolini: "governare gli italiani non è impossibile, è inutile!"
Noi dovremmo runciare alla nostra sovranità popolare e chiedere di essere colonizzati da qualche paese del nord-europa, cacciare tutti i nostri 6500 giudici e sostituirli con altrettanti giudici svizzeri e, forse, le cose potrebbero migliorare.                          

lunedì 7 novembre 2011

La tragedia di Genova

Nel pomeriggio della tragedia, alla radio, ho sentito una brevissima intervista con il sindaco Vincenzi che, con voce stridula e agitata, gridava più o meno testualmente: "Quando c'è l'allarme 2, la gente non deve andare in giro, soprattutto in macchina. Cosa facevano tutte quelle persone in giro?".
La risposta è fin troppo semplice, e non so se qualcuno gliel'ha data:  " ...andavano a prendere i loro bimbi a scuola" dove tu, signor sindaco, che dovresti conoscere benissimo il significato di allarme 2 a differenza del 99% dei tuoi cittadini, li hai fatti andare invece di chiudere le scuole per quel giorno e non il giorno dopo, quando i buoi erano già scappati dalla tua stalla e ormai si contavano i morti. Complimenti signor sindaco!!!

sabato 8 ottobre 2011

La democrazia imperfetta

Ieri, durante la trasmissione di Paratore su Rai 2, ho ascoltato una risposta dello scrittore Buttafuoco che mi ha fatto riflettere sulle condizioni della nostra democrazia. Lo scrittore siciliano ha infatti affermato: "Io non sono nè di destra nè di sinistra, non voto, non faccio politica e non sono democratico".

A prima vista sembrerebbe una frase ad effetto, buttata lì per impressionare la platea da parte di un personaggio noto per il suo anticonformismo, invece, a parer mio, è una perfetta sintesi delle condizioni attuali del nostro paese.
I dati ufficiali ci dicono che gli aventi diritto al voto in Italia sono 47.118.352. Bene! Ma ci siamo mai chiesti quanti di questi hanno i requisiti necessari per poter esprimere un voto ragionato e consapevole nell'interesse del paese, indipendentemente dalle proprie motivazioni strettamente personali. Non penso siano più del 50%. Ed è proprio tra questi 28 milioni di elettori consapevoli che si trovano i numerosissimi astensionisti come Buttafuoco, al quale spero nessuno vorrà negare la capacità intellettiva per esprimere un voto ragionato e consapevole. Il risultato è che oggi siamo rappresentati da un parlamento eletto con la maggioranza dei voti provenienti da chi è meno consapevole dell'importanza del suo voto per il benessere futuro di tutti.
Tutto ciò ci conduce inevitabilmente a mettere in discussione il "suffragio universale" che sta alla base

martedì 4 ottobre 2011

Chi pagherà a Barletta?

In un paese che ha eletto l'irresponsabilità a linea guida della vita pubblica e privata, una tragedia come quella di Barletta rientra nella normalità assoluta. Permessi concessi nel 2009 per sopraelevare lo stabile adiacente da due a tre piani che poi è stato demolito lasciando la vecchia casa senza appoggi esterni ( nel 1900 le case non erano fatte di cemento armato e trovavano maggiore stabilità proprio dall'appoggio sulle case vicine ), controlli di tecnici comunali, vigili urbani e vigili del fuoco che stabiliscono l'assenza di rischi pochi giorni prima del crollo ed infine una fabbrica nello scantinato con lavoratori in nero. Chi sono i responsabili di tutto ciò? Saranno adeguatamente perseguiti dalla nostra magistratura così sollecita nel procedere ad arresti clamorosi ed intercettazioni infinite nei confronti del reato di sfruttamento della prostituzione? Temo proprio di no. Ne riparleremo.

sabato 3 settembre 2011

Le imprese cinesi avanzano: c'è crisi solo per le italiane

Vi segnalo questo articolo apparso sul sito "modaportale" perchè lo trovo in perfetta armonia con quello che sta accadendo in questi ultimi giorni:
"Gli imprenditori cinesi con una attività in Italia continuano ad aumentare superando, alla fine dello scorso anno, la soglia di 54.000 unità: il fenomeno Chinitaly non si arresta, ma anzi dilaga."
54.000 unità produttive cinesi rappresentano a parer mio un bel fatturato complessivo sul quale dubito molto che vengano pagate imposte adeguate. Certo è molto più difficile andare a fare 54.000 controlli che aumentare l'Iva di un punto.