domenica 8 aprile 2012

La favola degli evasori causa di tutti i mali

 Qualche giorno fa ho pubblicato questo post su Facebook: "Da quando si è installato il governo Monti sta circolando sui giornali, in TV, sul web una nuova favola: quella che tutti i nostri mali dipendono dall'evasione e che "se tutti avessero sempre pagato le tasse oggi non saremmo ridotti così". Gli ultimi avvenimenti, come se non bastassero i precedenti e quanto quotidianamente denunciato da Striscia per esempio, ci dimostrano invece che, se tutti avessero pagato le tasse, le ruberie e gli sprechi sarebbero aumentati in maniera assolutamente proporzionale alle maggiori disponibilità dello Stato e dei suoi degni servitori. L'unica differenza sarebbe stata quella che la ricchezza evasa, anzicchè distribuirsi democraticamente tra tutti gli evasori e da questi rientrare nel circolo produttivo nazionale, sarebbe finita nelle tasche dei soliti pochi noti."


Con grande soddisfazione ho potuto leggere sul Corriere della Sera di ieri l'articolo di Piero Ostellino che, ovviamente con ben altra autorità e capacità, sviluppa da par suo le mie stesse considerazioni iniziali. Dice Ostellino "Con la spettacolarizzazione della caccia all'evasore- spacciato come responsabile della pressione fiscale di cui sarebbe vittima l'onesto contribuente-si è trasformata l'evasione da "fenomeno sociologico" a "fatto morale", dirottando l'attenzione dei cittadini dalle tasse che essi pagano a quelle che gli evasori non pagano. Lo slogan truffaldino della campagna è "pagare tutti per pagare meno". Dice ancora in chiusura del suo pezzo "Spiace constatare che l'imbroglio sia nato con il governo Monti. Ma l'aumento della pressione fiscale e la spettacolarizzazione della lotta all'evasione sono una coincidenza troppo forte per non suscitare il sospetto che l'una sia funzionale alla legittimazione dell'altra. Lo attribuirei, inoltre, all'ignoranza della correlazione fra meccanismi psicologici e movimenti politici che è all'origine dei regimi autoritari e totalitari. La politica è cosa più seria di quanto piace ora immaginare e non ci si improvvisa uomini di Stato. Il governo - col suo accademico distacco dalla gente comune - e i suoi consulenti fiscali, col loro messianesimo salvifico, sono gli apprendisti stregoni che hanno generato un mostro: il "fascismo di popolo". Che, una volta diventato politico, divorerà anche loro". Potremmo anche prendere questo presagio di Ostellino come un auspicio.

martedì 24 gennaio 2012

Gli evasori ringraziano il governo Monti!

A riprova che le leggi vengono sempre fatte "ex catedra", con la presunzione di sapere, e mai da chi conosce dal di dentro lo stato delle cose che si vogliono cambiare, la limitazione dell'uso del denaro contante a 1000 euro rappresenta il più macroscopico errore di valutazione per l'obiettivo che si intendeva perseguire.
E' stato detto che questo era il modo più efficace per combattere l'evasione fiscale mentre si è invece creato un "mostro" che la farà crescere a dismisura nei prossimi anni.
Nei rapporti industriali e commerciali tra aziende già da molto tempo l'uso del contante si era ridotto al minimo o era scomparso del tutto, quindi questo provvedimento è ragionevolmente rivolto solo verso i rapporti tra i privati cittadini e le categorie che con essi possono interagire ( professionisti, piccoli commercianti, artigiani, ecc.. ) che evidentemente, per i nostri legislatori, sono il vero nemico da colpire e punire. Bene, come tutti coloro che si sentono attaccati, anche questi "nemici dello stato" cercheranno di difendersi con ogni mezzo e il principale sarà quello di creare una "circolazione parallela" di contante al di fuori della rete bancaria e quindi non tracciabile e, soprattutto, non imponibile fiscalmente.

giovedì 5 gennaio 2012

L'ultimo liberale

Bellissimo l'articolo di Piero Ostellino sul Corsera di ieri dal titolo " Uno stato troppo controllore soffoca i principi liberali". Difficile dare torto a Ostellino quando dice che "le transazioni intersoggettive non sono vincolate ad alcuna giustificazione metagiuridica e/o morale" e che da noi la strada sulla quale si sono avviati gli ultimi governi Berluscono-Tremonti e Monti è invece quella di pretendere di sapere che cosa fa il cittadino dei propri soldi. Ma per saperlo:
1) hanno tolto, di fatto, dalla circolazione la carta-moneta, che pure lo Stato continua a stampare;
2) hanno equiparato i risparmiatori a criminali;
3) hanno violato un principio di civiltà che ha le sue radici nella tradizione dello Stato moderno;
4) attraverso il controllo dell'uso del denaro, hanno imposto agli individui una gerarchia di fini;
Dice Ostellino " prima di diventare un paese di socialismo reale, l'Italia annega nel ridicolo. Una signora che, per ritirare  poche migliaia di euro dal suo conto corrente, ha dovuto compilare un modulo, nel quale

giovedì 29 dicembre 2011

Pirata della strada travolge famiglia

Un semplice trafiletto sul Corsera dell'11 dicembre scorso: ecco come viene trattata dalla grande stampa una tragedia di enormi proporzioni che ha cancellato la vita di numerose famiglie e cambiato quella dei tanti amici e parenti prossimi! E' incredibile come il ripetersi di queste azioni criminali da parte di delinquenti che andrebbero puniti almeno alla stregua dei comuni assassini, non suscitino alcuna feroce reazione nell'opinione pubblica!
E' proprio vero che ormai siamo tutti assuefatti al peggio e disposti ad accettare qualsiasi suppruso ed ingiustizia.
Cosa aspettano i nostri governanti a varare una legge che equipari la patente al porto d'armi perchè questa è la realtà dei fatti: chi guida un'auto o peggio un camion, in condizioni alterate da alcool o droga, è un potenziale assassino così come colui che si mette a sparare sulla folla da una finestra. L'unica differenza è che il primo se la cava senza danni mentre il secondo finisce in carcere o in un manicomio criminale.

venerdì 23 dicembre 2011

Argentina tango lessons: Europe’s turn for financial danse macabre?

Exactly ten years ago Argentina suffered a full-scale financial and governmental collapse. That was the end-result of over a decade of doing exactly what the IMF, international bankers, rating agencies and global “experts” told us to do.
Then President Fernando de la Rúa kept applying all IMF recipes to the very last minute, making us swallow their poisonous “remedies”.
(Proteste contro il corralito 2002)
It all began getting really ugly in early 2001 when De la Rúa could no longer service Argentina’s “sovereign debt” even after driving the country into full “deficit zero” mode, slashing public spending, jobs, health, education and key public services.
By March 2011, he had brought back Domingo Cavallo as finance minister, a post Cavallo had already held for six years in the nineties under then-President Carlos Menem, imposing outrageous IMF deregulation and privatization policies that weakened the state and led straight to the 2001 collapse.
Well, it wasn’t really De la Rúa who brought back Cavallo but rather David Rockefeller (JPMorgan Chase) and William Rhodes (CitiCorp), who personally came to Buenos Aires to tell/order President De la Rúa to name Cavallo… or else!
So, by June 2001, Cavallo – a Trilateral Commission member and Soros-Rockefeller-Rhodes protégé – tried to allay a default by engineering a new sovereign debt bond mega-swap which increased public debt by $51 billion, but did not avert total collapse that December.
What then? De la Rúa and Cavallo protected the bankers, avoiding a massive run on all banks by freezing all bank deposits. “Corralito” they called it – “the crib” – whereby account holders could only withdraw 250 pesos per week (at the time, equivalent to $250; after the 2002 devaluation, equal to $75).

mercoledì 30 novembre 2011

Le capacità dell' "italiano medio"

Facendo una ricerca storica su Internet sono incappato nella storia della Cattedrale di Asmara. La prima residenza missionaria organizzata ad Asmara fu un piccolo tucul ed una chiesetta dedicata a San Marco, realizzata dai Padri Cappuccini nel 1895. Questa chiesetta fu demolita nel 1922 quando iniziarono i lavori di costruzione dell'attuale cattedrale, su progetto dell'architetto Scanavini in stile romanico-lombardo. I lavori di costruzione terminarono un anno dopo e il 14 ottobre 1923, Mons. Carrara consacrò la cattedrale alla Madonna del Rosario. La cattedrale misura 40 metri x 27.
Nel 1936 il governo italiano decise la costruzione di una rete stradale in stile europeo nel Corno d'Africa, dato che le 
“ Strade Imperiali “, vantate dagli etiopici erano solo  delle  piste, impraticabili nella stagione delle piogge e totalmente inadatte al transito di vetture e tanto meno di camion.
Pochi mesi dopo vennero appaltati 14 tronchi di strade per un totale di 1670 km e le ditte coinvolte da tre erano diventate 13. le organizzazioni impegnate fecero un vero e proprio miracolo riuscendo ad impiantare in Africa i cantieri, a reclutare la manodopera e a dare  inizio ai lavori. Non erano passati sette mesi che la grande macchina creata per costruire le strade era già in funzione malgrado i grandi disagi causati dalle condizioni climatiche in quanto la stagione delle piogge non poté essere evitata. Dall'Italia arrivarono 30.000 operai italiani che erano il caposaldo di tutte le maestranze, mentre personale assunto in loco era adibito a lavori di manovalanza. Non erano passati 12 mesi dall'inizio dei lavori che furono festeggiati i primi 2000 km di strade costruite dall'Italia in Africa Orientale: un risultato eccellente  che suscitò meraviglia nella stampa mondiale. 

lunedì 28 novembre 2011

Inquinamento a Milano

Incominciamo col dire che non esiste cittadino milanese, italiano o europeo che preferisca vivere in un ambiente inquinato piuttosto che in uno sano e pulito. Detto questo, le polveri sottili non sono quindi né di destra né di sinistra anche se quest'ultimo schieramento ama vestirsi di verde ed autorefenziarsi con la solita demagogia falso ambientalista. Il primo intento, poi miseramente fallito, della giunta Pisapia era quello di proibire l'ingresso nel centro cittadino a tutte le auto fino ad Euro 3, cioè quelle vicine ai 10 anni se non più vecchie. Ma certo! Perchè sono le più inquinanti e se fermiamo loro abbiamo risolto una buona parte del problema.

mercoledì 16 novembre 2011

Il panfilo "Britannia" a Civitavecchia nel 1992

Facendo una ricerca su Google mi sono imbattuto sulla storia del "Panfilo Britannia" che non conoscevo e che penso pochi oggi ricordino. Premetto che ho capito trattarsi di una storia discussa tra "complottisti" e "negazionisti" (un pò come quella dei dischi volanti ), ma con dei risvolti che meritano un approfondimento alla luce di quanto oggi sta accadendo in Italia. Incomincio a raccontarvi la versione complottistica, sperando che qualcuno di voi mi aiuti a fare più chiarezza possibile.
Il panfilo reale inglese "Britannia", attraccato al molo
di Civitavecchia il 2 giugno 1992

"L’anno 1992 fu davvero un anno cruciale per il destino del nostro paese, tant’è vero che quando Amato divenne presidente del Consiglio qualche giorno dopo l’incontro sul panfilo, con il decreto 333 dell’11 luglio trasformò in SpA le aziende di Stato IRI, ENI, INA ed ENEL e mise in liquidazione l’Egam. In quell’anno, quando Amato dovette far fronte alla speculazione contro la Lira di Soros, utilizzò 48 milioni di dollari delle riserve della Banca d’Italia, dopo avere operato un prelievo forzoso dell’8 per mille dai conti correnti degli italiani. Sempre in quell’anno mise in liquidazione l’Efim, le cui controllate passarono all’IRI e trasformò le FS in SpA. Sempre nel 1992 Draghi, Direttore del Tesoro preparò la Legge Draghi che entrerà in vigore nel 1998 con il governo Prodi e si predispose una legge per permettere la trattativa privata nella cessione dei beni pubblici qualora fosse in gioco “l’interesse nazionale”…. 
Prodi, che dal 1990 al 1993 fu consulente della Unilever e della Goldman Sachs, quando nel maggio del 1993 ritornò a capo dell’IRI riuscì a svendere la Cirio Bertolli alla Unilever al quarto del suo prezzo e a collocare le azioni che le tre banche pubbliche, BNL (diventanta della BNP Paribas), Credito italiano e Comit detenevano in Banca d’Italia, privatizzando il 95% della stessa. Indovinate chi scelse come "Advisor"?
Uomini della Goldman, nel senso che vi hanno lavorato sono, oltre a Costamagna e Prodi, Monti (catapultato alla carica di Commissario), Letta, Tononi e naturalmente Draghi. Sicuramente ce ne sono altri; molti nostri uomini politici se non lavorano per la Goldman, lavorano per l'FMI, come Padoa Schioppa, presidente della BEI, Banca europea per gli Investimenti.

Queste sono informazioni che dovrebbero essere spiegate in lungo e in largo dalla stampa, e sicuramente superate dagli avvenimenti - tranne articoletto del Corriere sopra - e invece sono state, e lo sono tutt'ora, accuratamente occultate al grande pubblico, anche se per quelli che gli altri si divertono a chiamare complottisti, per denigrarne le parole, è storia arcinota."

Fonte: Nicoletta Forcheri

venerdì 11 novembre 2011

E adesso cosa facciamo?

Questa è la frase che ben riassume le facce dei principali esponenti dell'opposizione. Berlusconi annuncia le dimissioni ed improvvisamente tutti i suoi oppositori se ne sentono orfani. Avendo trascorso tre anni e mezzo a parlare solo di e contro Berlusconi, senza aver prodotto un minimo di progetto altermativo, adesso che il loro "nemico" si ritira non sanno più cosa fare. Si stanno scannando tra di loro in previsione di future elezioni senza chiedersi perchè noi, i delusi da Berlusconi, dovremmo votarli.
Siamo ormai alle comiche finali e poi ci lamentiamo se l'Europa di fatto ci sta commissariando. Meno male, vista l'assoluta incapacità della nostra classe politica di creare qualcosa di nuovo. Qualcuno si è risentito perchè la Merkel e Sarkosì hanno fatto un risolino alla domanda se l'Italia fosse credibile. Ma dovevano scoppiare a ridere a crepapelle, altro che risolino!
Come disse Mussolini: "governare gli italiani non è impossibile, è inutile!"
Noi dovremmo runciare alla nostra sovranità popolare e chiedere di essere colonizzati da qualche paese del nord-europa, cacciare tutti i nostri 6500 giudici e sostituirli con altrettanti giudici svizzeri e, forse, le cose potrebbero migliorare.                          

lunedì 7 novembre 2011

La tragedia di Genova

Nel pomeriggio della tragedia, alla radio, ho sentito una brevissima intervista con il sindaco Vincenzi che, con voce stridula e agitata, gridava più o meno testualmente: "Quando c'è l'allarme 2, la gente non deve andare in giro, soprattutto in macchina. Cosa facevano tutte quelle persone in giro?".
La risposta è fin troppo semplice, e non so se qualcuno gliel'ha data:  " ...andavano a prendere i loro bimbi a scuola" dove tu, signor sindaco, che dovresti conoscere benissimo il significato di allarme 2 a differenza del 99% dei tuoi cittadini, li hai fatti andare invece di chiudere le scuole per quel giorno e non il giorno dopo, quando i buoi erano già scappati dalla tua stalla e ormai si contavano i morti. Complimenti signor sindaco!!!

sabato 8 ottobre 2011

La democrazia imperfetta

Ieri, durante la trasmissione di Paratore su Rai 2, ho ascoltato una risposta dello scrittore Buttafuoco che mi ha fatto riflettere sulle condizioni della nostra democrazia. Lo scrittore siciliano ha infatti affermato: "Io non sono nè di destra nè di sinistra, non voto, non faccio politica e non sono democratico".

A prima vista sembrerebbe una frase ad effetto, buttata lì per impressionare la platea da parte di un personaggio noto per il suo anticonformismo, invece, a parer mio, è una perfetta sintesi delle condizioni attuali del nostro paese.
I dati ufficiali ci dicono che gli aventi diritto al voto in Italia sono 47.118.352. Bene! Ma ci siamo mai chiesti quanti di questi hanno i requisiti necessari per poter esprimere un voto ragionato e consapevole nell'interesse del paese, indipendentemente dalle proprie motivazioni strettamente personali. Non penso siano più del 50%. Ed è proprio tra questi 28 milioni di elettori consapevoli che si trovano i numerosissimi astensionisti come Buttafuoco, al quale spero nessuno vorrà negare la capacità intellettiva per esprimere un voto ragionato e consapevole. Il risultato è che oggi siamo rappresentati da un parlamento eletto con la maggioranza dei voti provenienti da chi è meno consapevole dell'importanza del suo voto per il benessere futuro di tutti.
Tutto ciò ci conduce inevitabilmente a mettere in discussione il "suffragio universale" che sta alla base

martedì 4 ottobre 2011

Chi pagherà a Barletta?

In un paese che ha eletto l'irresponsabilità a linea guida della vita pubblica e privata, una tragedia come quella di Barletta rientra nella normalità assoluta. Permessi concessi nel 2009 per sopraelevare lo stabile adiacente da due a tre piani che poi è stato demolito lasciando la vecchia casa senza appoggi esterni ( nel 1900 le case non erano fatte di cemento armato e trovavano maggiore stabilità proprio dall'appoggio sulle case vicine ), controlli di tecnici comunali, vigili urbani e vigili del fuoco che stabiliscono l'assenza di rischi pochi giorni prima del crollo ed infine una fabbrica nello scantinato con lavoratori in nero. Chi sono i responsabili di tutto ciò? Saranno adeguatamente perseguiti dalla nostra magistratura così sollecita nel procedere ad arresti clamorosi ed intercettazioni infinite nei confronti del reato di sfruttamento della prostituzione? Temo proprio di no. Ne riparleremo.

sabato 3 settembre 2011

Le imprese cinesi avanzano: c'è crisi solo per le italiane

Vi segnalo questo articolo apparso sul sito "modaportale" perchè lo trovo in perfetta armonia con quello che sta accadendo in questi ultimi giorni:
"Gli imprenditori cinesi con una attività in Italia continuano ad aumentare superando, alla fine dello scorso anno, la soglia di 54.000 unità: il fenomeno Chinitaly non si arresta, ma anzi dilaga."
54.000 unità produttive cinesi rappresentano a parer mio un bel fatturato complessivo sul quale dubito molto che vengano pagate imposte adeguate. Certo è molto più difficile andare a fare 54.000 controlli che aumentare l'Iva di un punto.  

mercoledì 31 agosto 2011

Dilettanti allo sbaraglio!

Dopo le ultime proposte di legge ho finalmente capito che siamo in mano ad una massa di dilettanti ed incompetenti. Ma vi sembra possibile che il giorno prima annunciano le nuove geniali variazioni al Decretone e poi il giorno dopo sono cotretti a rimangiarsele tutte perchè viene immediatamente dimostrato che si tratta di cazzate che neanche un bimbo delle medie avrebbe potuto idearle.
Il problema non è la collusione o la corruzione: quelli sono dei semplici ladri come tanti. La realtà è che tutti glòi altri sono degli incompetenti ai quali vengono affidati i nostri destini.

sabato 27 agosto 2011

Casta di ieri e casta di oggi

Durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana, Mussolini, mettendo in atto la sua legge ad personam rifiutò ogni emolumento, sino a quando Giovanni Dolfin, capo della Segreteria particolare, si trovò in difficoltà per espletare le esigenze degli uffici. Il Ministro Pellegrini-Giampietro, in una memoria pubblicata su Il Candido del 1958, ha scritto: 
"Nel novembre era stato preparato un decreto, da me controfirmato, con il quale si assegnava al capo della RSI, l’appannaggio mensile di 120 mila lire. Il decreto, però, che doveva essere sottoposto alla firma del Capo dello Stato, fu da lui violentemente respinto una prima volta. Alla presentazione, effettuata dal Sottosegretario di Stato, Medaglia d’Oro Barracu, seguì una seconda del suo Segretario particolare Dolfin. A me, che, sollecitato da Dolfin e dall’economo, ripresentai per la terza volta il decreto, Mussolini disse: “Sentite Pellegrini, noi siamo in quattro: io, Rachele, Romano e Annamaria. Mille lire ciascuno sono sufficienti”. Dovetti insistere per fargli notare che, a parte l’insufficienza della cifra indicata, in relazione al costo della vita, occorreva tener conto delle spese della sua casa e degli uffici. Dopo vive sollecitazioni finì per accettare, essendo egli anche Ministro degli Esteri, solo l’indennità mensile di 12.500 lire assegnata ad ogni ministro. Nel dicembre 1944, però mi inviò una lettera che pubblicò, rinunciando ad ogni e qualsiasi emolumento, ritenendo sufficienti alle sue necessità i diritti d’autore". 
( Da un articolo di Filippo Giannini )

giovedì 18 agosto 2011

La grande bufala del prezzo della benzina

Ho incontrato al mare un amico che è diventato un personaggio di primo piano nel commercio mondiale del petrolio. Alla mia classica domanda del perchè il prezzo alla pompa di benzina e gasolio non segua il prezzo del greggio ma rimanga sempre alto e non scenda mai, la riposta è stata una sonora risata.
Mi ha spiegato, con l'aria di parlare ad un bambino di cinque anni, che quello che stampa e TV ci propinano come prezzo attuale del greggio in dollari al barile si riferisce solo ai contratti spot a tre mesi che in genere sono trattati da speculatori o piccole compagnie sfigate che non sono in grado di assicurarsi contratti con i paesi produttori. Tutto ciò rappresenta il 3% del volume complessivo della produzione mondiale di greggio. Il restante 97% è regolato da contratti ventennali tra le principali compagnie e i paesi estrattori; contratti che fissano il prezzo per venti anni con pochissime variazioni. Il prezzo reale del greggio è quindi di gran lunga inferiore a quello pubblicizzato che serve da specchietto per le allodole ( noi consumatori ) e che le stesse compagnie pubblicizzano per giustificare eventuali aumenti su una materia prima che in realtà a loro costa forse un terzo. La maggior parte di questi contratti di lungo periodo sono fatti sulla parola ( si, avete capito bene come al mercato delle vacche di una volta ) per cui non lasciano tracce per chi volesse intervenire fiscalmente e si può star sicuri che nessuno sgarra.
Sono rimasto senza parole ma, finalmente, ho capito tante cose!

mercoledì 17 agosto 2011

I ricchi non piangono...anche in USA

Ieri in spiaggia mi è capitato tra le mani il New York Times, edizione internazionale. Non avendo nostri quotidiani da leggere mi sono messo a sfogliarlo trovando alla fine un articolo a firma di Warren E. Buffett, credo l'uomo più ricco del mondo o quasi, dal titolo "Basta viziare i super-ricchi"
Potete immaginare con quanto interesse mi sono messo a leggerlo. Alla fine ho pensato a quanto sarebbe stato bello se un articolo del genere lo avessi potuto leggere sul Corriere o sulla Repubblica, a firma di Berlusconi, De Benedetti, Montezemolo, Della Valle o un altro dei nostri super ricchi. Purtroppo so già che questo resterà un sogno!
Buffett inizia il suo articolo dicendo che i politici americani chiedono "sacrifici condivisi" ai cittadini ma che lui è stato esentato dal sacrificio così come tutti i suoi amici "mega-rich" ai quali ha chiesto in che modo erano stati toccati dalle nuove tasse. Prosegue Buffett dicendo: "L'anno scorso io ho pagato 6.800.000 dollari di tasse e questa cifra sembrerà enorme a tutti ma in realtà io ho pagato solo il 17,4% dei miei ricavi finanziari. Nel mio ufficio lavorano 20 persone stipendiate che invece hanno pagato tra il 33 e il 36% dei loro ricavi. Se uno fa denaro con il denaro, come molti dei miei amici super-ricchi fanno, la sua percentuale potrebbe essere ancora più bassa della mia. Ma se uno si guadagna da vivere lavorando la sua percentuale sarà sicuramente più del doppio della mia."
A questo punto Buffett continua: "Negli anni '80 e '90 le tasse per i ricchi erano molto più alte. C'è una teoria economica che circola e che afferma che tasse più alte sui guadagni finanziari ( plusvalenze e dividendi ) fermerebbero gli investimenti. In vita mia non ho mai visto nessuno rifiutare un buon affare perchè le tasse da pagare sarebbero state troppo alte. Non solo, ma voglio farvi notare che in quegli anni quando le tasse erano più alte si crearono circa 40 milioni di nuovi posti di lavoro."
Buffett conclude dicendo che lui e i suoi amici mega-ricchi erano stati viziati e rispettati troppo a lungo dai membri del Congresso e che era giunto il momento che il governo americano diventasse più serio nel richiedere sacrifici ai propri cittadini. I miliardari come lui dovrebbero pagare molte più tasse.
Non aggiungo alcun commento perchè chiunque può facilmente fare il paragone tra USA e Italia, tra Buffett e i nostri miliardari, tra Congresso americano e Casta italiana e trarre le sue conclusioni.
Chi vuole può leggere l'articolo originale qui.

lunedì 15 agosto 2011

Assassini impuniti!

Pochi giorni fa avevo intitolato un mio post "Gli Assassini sono tra noi!". Purtroppo in questi giorni ne abbiamo avuto una terribile conferma con l'albanese ubriaco che ha imboccato la A26 contromano e si è schiantato contro l'auto di quattro ragazzi francesi che stavano andando in vacanza.
Il procuratore di Alessandria non ha provveduto all'arresto immediato dell'assassino ( perchè questa è l'unica denominazione che mi viene in mente ) perchè incensurato, imprenditore e abitante da diversi anni ad Alessandria, così da non temere la fuga. In altre parole se io, o qualcuno di voi che mi leggete, ci ubriachiamo al ristorante, usciamo e guidiamo in autostrada contro mano ed infine facciamo una strage, saremo solo denunciati e non arrestati poichè la legge ci tutela!
Terrificante!!! Questa è la nostra giustizia amministrata da chi applica la legge con il sorriso tra le labbra senza neanche pensare alle vittime e a quello che provano i genitori, i parenti o gli amici degli assassinati.
Quanti altre centinaia di morti innocenti ci vorranno perchè la legge venga modificata e possa finalmente tutelare le vittime e castigare i colpevoli? 

venerdì 12 agosto 2011

Il PDL difensore dei redditi più alti

Leggo sul Tirreno di Livorno, dove mi trovo in vacanza, che il deputato Pdl Rocco Giranda, a proposito dell'introduzione del ticket sanitario, ha affermato: "Dopo la demagogia iniziale, ecco il vero volto delle giunte regionali del triangolo rosso formato da Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna: colpire i redditi più elevati. La copertura economica di questa operazione viene effettuata colpendo i redditi progressivamente più elevati, a partire dai 36mila euro annui, dando così un'ennesima dimostrazione dell'approccio classista che è proprio della cultura politica della sinistra comunista".
Da queste parti penso gli avranno riposto " O Giranda, a chi si doveva fa pagà ir ticket seondo te? Solo a i poveracci dei penzionati con 500 euri al mese?"

giovedì 11 agosto 2011

Crisi e Fascismo

Sto assistendo alla trasmissione su RAI 1 che tratta della crisi mondiale in corso ed ho sentito il direttore generale di Confindustria dire che "le nostre imprese hanno fatto molto".
Certo, molto hanno fatto per mantenere utili e dividendi tagliando i costi e riducendo il personale accrescendo così la disoccupazione soprattutto giovanile. Ovviamente, in un regime capitalistico come quello occidentale, non possiamo dar loro torto ma a questo punto mi chiedo se il Capitalismo è giunto al capolinea e se qualcuno rivaluterà le conquiste sociali e le innovazioni del Fascismo ( certo quello cooperativo degli inizi e non quello imperiale e guerrafondaio degli ultimi dieci anni ).
Ecco come lo storico Zeev Sternhell, ebreo, professore di Scienze Politiche presso l’Università di Gerusalemme, col saggio “La terza via fascista” (“Mulino”  1990), descrive quanto accennato: "Il Fascismo fu una dottrina politica, un fenomeno globale, culturale, che riuscì a trovare soluzioni originali ad alcune grandi questioni, che dominarono i primi anni del secolo". L’autore continua a spiegare: "Le ragioni dell’attrazione esercitata dal Fascismo su eminenti uomini della cultura europea, molti dei quali trovarono in esso la soluzione dei problemi relativi destino della civiltà occidentale". Sono proprio le soluzioni sociali ad attrarre maggiormente il giudizio del  professore di Scienze Politiche: "Il corporativismo riuscì a dare la sensazione a larghi strati della popolazione che la vita fosse cambiata, che si fossero dischiuse delle possibilità completamente nuove di mobilità verso l’alto e di partecipazione"La cosa può apparire ancora più chiara leggendo un’altra considerazione sempre di Sternhell: "Il potere dello Stato incide sulla mobilitazione dell’economia nazionale, sulle possibilità di programmazione economica su larga scala e  favorisce l’unità morale e l’unanimità spirituale delle masse".